Quartine 92-99
92. In balìa d’acqua e vento dell’ombrello disfatto mi rimasero le stecche. Un grigio ragno a gambe all’aria e la tela appesa a un ramo: nel cielo saettante. 93. Di una muta effimera argilla, fragile vaso, qualsiasi cosa – non importa cosa – casualmente incrinata sposa la pura incandescenza del momento. 94. E l’avanzare…

